RSS

Le italiane, Coppa UEFA e il ranking

12 Ago

Europa League

 

Vent’anni delle italiane in Coppa UEFA e il crollo nel ranking delle ultime stagioni.

Abbiamo affascinato intere generazioni con il nostro calcio, la nostra Serie A. “Il campionato più bello del mondo” era la meta più ambita per i calciatori provenienti da qualsiasi parte del mondo. Negli ultimi anni, ci sono stati tanti top player che sono emigrati in altri paesi, ma forse ora stiamo iniziando un’opera di ripopolamento di campioni in Serie A. Adesso, le nostre squadre annaspano nel famigerato ranking UEFA, conservando più o meno bene la quarta posizione nella graduatoria dei migliori campionati europei. Chi ci conosce ora ci deride, ma c’è stato un tempo in cui dominavamo l’Europa, in Coppa dei Campioni grazie al calcio rivoluzionario del Milan di Sacchi, mentre in Coppa UEFA si trattò di un dominio assoluto. Non bisogna tornare molto indietro, ma semplicemente al 1989, 24 anni fa.

Sì. Proprio nell’anno che ha segnato l’epoca contemporanea dal punto di vista storico: il crollo del muro di Berlino, la fine del Comunismo e la conseguente nascita di nuovi stati. Nella stagione 1988/1989, mentre l’Inter dominava il campionato, il Napoli di Diego Armando Maradona, con Ottavio Bianchi in panchina, proseguiva il suo ciclo vincente nella vittoria della Coppa UEFA, mettendo nella bacheca partenopea il primo trofeo di livello continentale nella storia del club. Il dominio italiano nella competizione proseguì fino al 1999, ma il dato positivo non fu rappresentato solo dal numero di edizioni vinte dai club nostrani. Infatti, ciò che ci rendeva ancora più orgogliosi dei nostri club era la strada che percorrevano durante la manifestazione, poiché concludevano il torneo molto spesso con i quarti di finale come risultato minimo. Cosa non insolita era l’approdo in finale di due squadre della nostra penisola, che accadde in occasione di quattro finali. La prima di queste partite fu Juventus-Fiorentina del 1990 che, sullo scontro di andata e ritorno, vide prevalere i bianconeri allenati da Dino Zoff che, dopo la vittoria per 3 a 1 nell’andata a Torino, alzarono la coppa a Firenze dopo lo 0 a 0 della partita di ritorno. Nel 1991, l’Inter vinse la sua prima Coppa UEFA, al termine di un campionato che vide i nerazzurri lottare per il titolo insieme al Milan e alla Sampdoria, con i genoani che batterono le milanesi sullo sprint scudetto e conquistarono il primo tricolore della storia blucerchiata. Giovanni Trapattoni, allenatore dell’Inter, lasciò la squadra regalando ai tifosi un’ultima soddisfazione, portando a casa la Coppa UEFA, battendo la Roma nella doppia finale. Durante questa competizione, però, l’Italia riuscì a portare addirittura quattro squadre tra le prime otto: oltre alle due finaliste, approdano ai quarti anche Bologna e Atalanta, eliminate rispettivamente da Sporting Lisbona e Inter. Nell’edizione seguente, Genoa e Torino tennero alta la nostra bandiera, infatti i rossoblù furono eliminati dall’Ajax, poi vincitore della competizione, in semifinale, mentre i granata dovettero arrendersi con un doppio pareggio in finale contro i lancieri olandesi, dopo aver eliminato in rimonta il Real Madrid in semifinale. Nel 1993, Roma e Juventus arrivarono tra le prime otto ma, mentre i giallorossi vennero eliminati proprio ai quarti dal Borussia Dortmund, i bianconeri, negli anni del Trapattoni bis, vinsero la coppa proprio contro i nero-gialli. Nel 1994, però, la Juventus detentrice della coppa venne eliminata ai quarti dal Cagliari di Bruno Giorgi, a sua volta superato dall’Inter in semifinale. Dopo aver terminato il campionato con una salvezza conquistata alla penultima giornata, i nerazzurri alzarono la coppa in finale contro l’Austria Salisburgo, regalando ai tifosi un’ultima soddisfazione al passo d’addio di campioni del calibro di Zenga e Ferri. Il 1995 ancora una volta una finale tutta italiana tra il Parma di Nevio Scala e la prima Juventus di Lippi, campione d’Italia in quell’anno. Il doppio scontro europeo vide prevalere gli emiliani che vinsero la gara d’andata per 1 a 0 grazie al gol di Dino Baggio, marcatore parmense anche nel pareggio per 1 a 1 al ritorno, rete che spense definitivamente i sogni di gloria bianconeri, i quali erano passati in vantaggio grazie a Vialli. In questa edizione della Coppa UEFA ottenne un bel risultato anche la Lazio, eliminata ai quarti dal Borussia Dortmund. Nella stagione 1995/1996 si assistette al primo trionfo del Bayern Monaco in questa competizione, dopo che il miglior risultato raggiunto dalle squadre italiane fu l’approdo ai quarti di finale con Milan e Roma. Nell’edizione seguente, invece, fu l’Inter a portare in alto la bandiera italiana, sfiorando il successo in finale contro lo Schalke 04, vincitore ai rigori. I nerazzurri si rifecero nella stagione seguente che, dopo il passaggio alla finale in gara unica, vide nuovamente due italiane darsi battaglia per la coppa. Questa volta, davanti alle milanesi c’è la Lazio di Cragnotti e Eriksson che cadde sotto i colpi di Zamorano, Zanetti e Ronaldo, perdendo 3 a 0 l’atto finale della competizione al Parco dei Principi di Parigi. L’anno seguente, il Parma di Malesani vince la sua seconda Coppa UEFA battendo 3 a 0 il Marsiglia, nella finale giocata allo stadio Lužniki di Mosca. Quel trionfo chiuse il dominio italiano nella Coppa UEFA con otto trionfi in undici edizioni.

Dalla stagione 1999/2000, la Coppa UEFA vide aumentare il suo numero di squadre a causa dell’abolizione della Coppa delle Coppe, della quale la Lazio vinse l’ultima edizione. Il maggior numero di squadre portò all’aumento dei turni a eliminazione diretta e, successivamente, fu inserita una fase a gironi sulla falsa riga della Champions League. Dal 2009, il presidente della UEFA Michel Platini ha riformato le due competizioni continentali per club. Mentre nella UEFA Champions League gli unici cambiamenti hanno riguardato i requisiti di qualificazione per i turni preliminari, nella Coppa UEFA ci sono state delle modifiche radicali: il nome, cambiato in UEFA Europa League, i metodi di accesso ai preliminari, la fase a gironi e quella a eliminazione diretta. L’ex stella della Juventus attuò questa riforma per tentare di far risalire l’interesse, sia economico sia sportivo, della manifestazione.

Dopo il dominio assoluto nella Coppa UEFA delle nostre squadre durante gli anni Novanta, il nuovo secolo non ci ha ancora visti trionfare nella competizione, non abbiamo neanche raggiunto la finale. I migliori risultati delle italiane sono stati i raggiungimenti delle semifinali nel 2002 con Inter e Milan, nel 2003 con la Lazio, nel 2005 con il Parma e nel 2008 con la Fiorentina. Inoltre, le squadre italiane si sono improvvisamente disinteressate della competizione, facendo scendere in campo formazioni zeppe di riserve. Questa “usanza” ha portato i nostri club ad ottenere risultati deludenti attraverso cammini affannosi durante la competizione. Ricordiamo le disavventure più recenti dei nostri club, come la prematura eliminazione estiva del Palermo nel 2011/2012, costata la panchina a Stefano Pioli, l’eliminazione con tanti rimpianti dell’Inter di Stramaccioni per mano del Tottenham nel 2012/2013 e, sempre nello stesso anno, la figuraccia del Napoli di Mazzarri che, senza i titolarissimi, non è riuscito a superare l’ostacolo Viktoria Plzeň.

Questo rendimento disastroso dell’ultimo decennio e in particolare dell’ultimo lustro ha fatto crollare la posizione dell’Italia nel ranking UEFA, ora in quarta posizione La crescita delle squadre tedesche e il crollo di quelle italiane ci hanno fatto perdere il diritto di portare quattro squadre in Champions League. Anche nella Coppa dei Campioni, l’ultimo decennio è stato molto deludente poiché solo il Milan è riuscito a farci rimanere a galla fino al trionfo del 2007; da quel momento, si è dovuto aspettare il Triplete dell’Inter nel 2010 che ci salvò dalla perdita della quarta squadra per un anno.

La nostra speranza è quella di tornare ad avere il prestigio e l’ammirazione che ha caratterizzato il calcio italiano negli anni Ottanta e Novanta. Per farlo, c’è bisogno di invertire la rotta, formare rose competitive e spremere al massimo i giocatori a disposizione, poiché la crisi economica del nostro paese ha avuto pesanti conseguenze anche nel mondo del calcio italiano.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su agosto 12, 2013 in IL PUNTO

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: